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"Foste
graziose troppo graziose canne degli immensi canneti di Porto Buso
ognuna molla tremante sotto il peso d'una rondine tanto graziose
da meritare esigere un'improvvisa tempesta d'acciaio mortale
Vi rivedo in sogno quando arde il pallore
febbrile della sera o voi eserciti d'infronzoliti gendarmi verdi
a pennacchio sollevare un attimo il petto della pianura e spegnervi
Ma continuare continuerebbero senza fine
continuino continuino le vostre gare di saluti inchini moine cerimoniose
e le svenevoli leggiadrie di donne molto bruciavano si svestono
con pudori e levigate spudoratezze di brilli queste soavi canne
d'amore
Tutte convengono che bisogna occorre si deve
si può ne parlano i passeri fra sterco d'oro e freschissime prime
stelle occorre addolcire ogni contatto terrestre a quella nuvola
bianca orlata d'istinto divino si adagia molleggia placa il suo
candore acceso tenta ovattare imbavagliare
Allora intrecciandovi elasticamente è usanza
del canneto mutarsi in perfetto giaciglio offerto a le ambiziose
alte tenaci fatiche dell'eterno Cielo in cammino
Presto distribuire stemperare gigli e profumi
di camelia caprifoglio gelsomini e tuberose
Ma come definirvi troppo simultanei canneti
in marcia e pur fermi lungo lagune e mare vi aspettano e vanno anch'essi
squisiti crepuscoli del cuore e della carne in delizia
Ora vi ascolto vasti organi di canne inebriate
di musica poiché la punta d'argento tremulo d'uno scarpino di stella
nell'acqua preme il vostro profondo pedale di vento
Generatori dell'autunno questo chimico belletto
restauro dei paesaggi non sognate ormai più che sottomissioni davanti
ai nobili passi di un uragano fiero delle sue spavalde laceranti
fluidità e del suo ribollente modificarsi
Fermi fermi per il Domani della Terra e finitela
di cercare ovunque calvari e inginocchiatoi
Sono stanco delle vostre gementi processioni
e vi vorrei stringere con braccia orchestrali tutti voi flauti vagolanti
in cerca di bocche stemperate dal piacere nella brezza o smarrite
note a saliscendi sulle infantili scale dei nervi
Così potreste armonizzarvi in do minore e
verdolino tenero lilla e viola senza speranza ideale rifugio dei
bisbiglianti corpi in lussuria contenti d'esser nudi o quasi premuti
insieme dall'ansia di godere
Cessate di piangere ve lo ripeto se non volete
si schianti sulle vostre volubili schiene la più tagliente catastrofe
di metalli feroci
Ma già dilaga fino agli orli estremi del
mondo sensibile la perfezione di un'orchestra con a destra gli acuti
purissimi delle montagne a sinistra i bassi marcati delle valli
e al centro l'andante patetico dei fiumi
Sensualissimi canneti con arpe flessuose
e doloranti violini preferite accogliere nella notturna sinfonia
snelle vergini aderenti piegarsi e sospirare piegarsi e sospirare
profumanti melodie che rallentando invocano l'aereo divano dell'accordo
finale
Baciucchiarvi insistere rifiutarsi riprendere
e gemere gemere
E' l'antica legge dello sconsolato amore
e del disperante delirio struggersi d'entrare nel goloso Infinito
Per voi canneti di intricato liquido e tortuoso
peccare lo stellato è una lagrimante indulgenza caritatevole
Diabolici sciami di insetti ubbriachi s'imbrogliano
nel consigliare minute selvaggerie e pruriti scottanti a tu per
tu con l'erba i peli l'acqua che lampeggia e gli odori vanigliati
incerti se pungere o vellicar le nari
Da tempo rimorso o minaccia qualcosa vi tormenta
sconfinati canneti di Porto Buso
Da una insidiosa rosea stella cadde brutalmente
una voce buia per maledirvi o pugnalarvi di elogi strambi indecifrabile
parlantina di ombre sterpi rami e tonfi di ranocchi
E all'alba mani terrose di contadine strappare
strappare spietatamente intorno ad ognuna di voi bella canna spensierata
l'erba distratta e fedele
Ma non basta
Col torrido puzzo del letame della potassa
vi sdraiano canne perché ad ogni costo con barbe e gemme siate costrette
a riprodurvi servilmente fuori dal sacro affetto errante senza scopo
per voi che siete maestre dell'ideale senza scopo
Certo siete condannate ad espiare e di ciò
chiacchera chiacchera chiaccherare e gongola gongolava ieri il ruscelletto
d'agata e smeriglio mentre portava libellule e mosconi smeraldini
alla coagulazione dolciastra della laguna
Sulla strada a tre metri dal furibondo e
catarroso cofano d'una rilucente automobile guizzò in cielo un triangolo
di fiamma che si congiunse con la raggiante elica d'un aeroplano
lungo dooo vooo sooo e con le 7 stelle dell'orsa minore ecco nel
cielo verde blu viola nero il friggente semivisibile corpo smisurato
della nuova dea Geometria
Stravincenti spigoli laceratori di brume
nuvole presto presto concretizzare la sua vivacità che prende sempre
sempre più la forma di una triangolata e sferica città nascente
rossa fra gli incalcolabili suoi strascichi di canneti verdissimi
A che vale tanto mormorare singhiozzare e
spargere dovunque le vostre paurosissime paure d'aver paura e ancora
tremare spiralicamente tentando di sradicarvi dal letame
Giungere é giunta ormai già sopra di voi
prepotente la vostra nemica implacabile dea Geometria spaventante
e torturatrice
Dicono i vostri contadini che la dea neonata
è muscolarmente più ampia dei vostri orizzonti minaccia vuole esige
s'imporrà vi schiaccia
Per rapiiiiiirvi tutti e schiantarvi con
attanaglianti baci ognuna
Questo brontolar d'uragano è la dea Geometria
che arrota le sue immense dentiere
Ieri notte avvenne quel che avvenne sarebbe
meglio tacere certi fattacci rurali d'amore e delitto vendetta e
gelosia bisognerebbe affogarli nel silenzio assoluto che precede
la prima furtiva ansia dell'alba
Ma ormai tutti i ruscelli ciangottano d'un
disperato complotto che voi canneti tramaste per avvilire macchine
trattori idrovore e anche sfasciare con sataniche miscele di tenerezza
la minacciante Geometria
Bruscamente fra le liquide tiritere litanie
d'acque e piante fruscianti s'udì piangere una gola umana
Un aeropoeta futurista appena sceso dal cielo
sazio di spazio e avvelenato da troppi rombi e distanze bevute singhiozzava
Ciò avveniva nel punto più torbido di passioni
vegetali che divide il canneto dell'Autarchia dal nuovo porto Orgoglio
Italiano
Intorno si gonfiava il voluttuoso milione
di canne ognuna folle di sentirsi non abbastanza nuda serica levigata
e di diventare al più presto agile donna vestita di carne calda
con possibilità di tattilismi odorosi respirante profumo d'ogni
segreto cespuglio
Per consolare l'aeropoeta e convincerlo e
convertirlo e ucciderlo di baci sfondando se occorre le sue spalle
virili mille effluvii vellicamenti minuziose musichette d'insetti
danzare danzare
L' aeropoeta futurista implorava
Che feci mai d'assurdo nell'abbandonare il
cielo e la tagliente velocità aerea
Non comprendo dea Geometria la crudeltà della
tua chimica e i delitti della tua meccanica
TRALLALLERA TRALLALLÀ tante donne sul cuore
e sul capo sugli occhi sulle labbra è tragico il destino di colui
che naufragò in un autentico oceano di carezze
Certo il Divino è in voi canne affettuose
in te burbanzosa dea
La Geometria con scatarramenti di gas compressi
trascina via il bagaglio miliardario di pendagli d'acque splendide
della fastosa Luna
Corre da nuvola a nuvola a rinforzo dei canneti
mentre tu Sole sopra i tuoi proiettori spaccati malfrustarono di
bianco la notte innalzi innalzi il tuo vero proiettore Sole
Il Sole al lavoro
Dosare le acque col tiralinee del suo più
addestrato raggio
Guidare le acque per rettangoli di canali
e scoline
Così inquadrare di liquido nichelio le canne
dei canneti
Reggimenti smeraldini
Fuor dei ranghi sgusciare da specchio a specchio
l'ultima discinta amante notturna
- Perchèèè perchèèè perchèèè nooo nooo nooo
ormai tutti ci imprigionano e ci legano duro con dura disciplina
implacabile
Rossi parallelopipedi occhiuti di bianco
vomitare operai ferruginosi coi loro carri di letame potassa vaporanti
un nuovo destino del sangue dei canneti
Potenza di Geometria nell'allineare raggi
- ordini
- Denti denti denti lucentissimi e aguzzi
e solfuri per la triturazione e la digestione nelle mie tre enormi
pance o ribollitori diametro 20 metri ognuno con corazza bullonata
simile a quella delle giranti batterie alpine e iposolfito
Strillano i canneti
- Maledetta parola accidenti all'utilità
al guadagno al calcolo di cifre Oh ridateci la delizia dell'Assurdo
del Vuoto dell'Astratto andare a vanvera alla meglio senza meta
d'agonia in agonia frenata dall'apparente morte che non muore
Tutto è deciso nulla salvò nè avrebbe mai
salvato gli eroici canneti devoti al languore
A tutta forza frustati da taglientissimi
raggi solari bruciavano cuocevano
Poi semicarbonizzati o stracotti ma vivi
vengono ammanettati come studentesse rivoluzionarie
Sono femmine s'aggrappano si stringono a
fasci compatti ma violenti contadini dispettosi o rurali rinnegati
ormai nemici d'ogni vegetalità e d' ogni foglia al vento le hanno
afferrate le afferrano e sulle spalle ondulanti grovigli indomabili
gambe stizzose portarle sulla schiena a 100 200
Eccole infornate costrette sul sistematico
andare senza fine andare del trasportatore a nastro di gomma funereo
Ingoiamento e digrignare delle tagliere tronfio
masticare metallico
Fiato fiato fiato e tutto s'innalza in un
immenso fiato nelle bocche prone degli alti silos
Poi giù trituratissima miscela stridulante
d'agonie giù nei bollitori rossi ostentati ventri d'acciaio nella
trasparente cattedralica torre
Colori odori rumori di insolenza guerriera
Ma ironicamente la dea Geometria per sollazzare
i vinti canneti diluire purificare addensare sbiancare a galla nell'acqua
nell'ipoclorito
Nell'alta notte imperiale la parola DUX splendere
adamantina fra i proiettori che spaventano di bianco il tendaggio
di pioppi sull'Aussa antico confine
Alcune gocce di luce operai gesticolanti
nel lucente taglio vetrato della scure nella torre in forma di fascio
I canneti non sono più dei sostegni per le
viti bollire o scorrere da vasca a vasca ceramica metamorfosati
Refrattarie a tutta prova per tutti i carboni
nazionali lavorano le caldaie
Sembra un'immensa rotativa la grande stiratrice
metallica del foglio continuo di cellulosa
Rinverginarsi d'assoluto niveo nell'ipoclorito
Essiccarsi nell'aria calda
Salone della depurazione e dei lenti addensamenti
Andare galleggiando
Divorare continuo di canneti della nascente
città di Torre Viscosa o dea Geometria
Bisolfito di calcio
Piscine d'operai bambini d'operai campi di
calcio e bocce
Viali Vittorio Veneto e Arnaldo Mussolini
Teatri e refettori per migliaia d'operai
Alto bosco di platani ed ippocastani per
un popolo di biciclette
In alto viaggiare viaggiare senza fine la
nuova costellazione le cui stelle formano la parola AUTARCHIA
F. T. Marinetti
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