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FRANCO MARINOTTI
Note Autobiografiche

1933 Archivio Centrale dello Stato, Segreteria particolare del Duce, Carteggio riservato.

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DEL CAVALIERE DEL LAVORO FRANCO MARINOTTI


La mia vita privata

Sono nato a Vittorio Veneto il 5 giugno 1891 da famiglia della modesta borghesia, severa, economa, dignitosa che conosceva il sacrificio che i limitati mezzi impongono a gente che sente la dignità al punto di mai chiedere e, nel limite del possibile dare.

All'età di 15 anni ho perduto mio padre, uomo semplice, buono, ma di una severità e durezza di carattere tale, da imporre alla famiglia una condotta di assoluto riserbo. Mia madre adorava quest'uomo forte, che nel suo quotidiano lavoro e nella famiglia, trovava ogni immaginabile gioia. La sua malattia durò sei mesi: durante tale periodo m'insegnò a tenere i conti di casa, a trattare gli affari, a dirigere la piccola distilleria di alcool che possedeva, mi parlò del suo male, della sua prossima morte, m'indicò il cumulo di responsabilità alle quali andavo incontro.

«Tu dovrai governare la famiglia, tua madre ha bisogno di una guida forte; essa è troppo dolce, infinitamente buona, per affrontare le difficoltà della vita». Mia madre fu erede universale, ma io divenni l'amministratore dei beni.

Eravamo tre fratelli, una sorella, io il maggiore; la sostanza modestissima si presentava appena sufficiente per permetterci col più assiduo sacrificio e qualche debito, di compiere i nostri studi. L'avvenire mi si presentava triste, in un paese piccolo, senza risorse, sito di villeggiatura per gente allegra che cerca riposo nei divertimenti. Persuasi mia madre a rinunciare alla gestione diretta dell'azienda, fittai tutto, compreso una cinquantina d'ettari di terra e creai ai miei un reddito fisso sufficiente per superare le quotidiane difficoltà. Imiei fratelli, molto minori, potevano frequentare ancora le scuole locali.