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THE NEW TOWN
OF TORVISCOSA
While drawing the town of Torviscosa, De Min also used elements
from the ancient rural towns for his new project. For instance,
he organized a simmetrical avenue axis from East to West with the
church at the center. North and South we find other two distinct
areas: North the sports centers and South the worker's houses.
Nel
disegnare la città di Torviscosa De Min utilizzò, conglobandoli
nel proprio progetto, anche elementi dell'antico borgo. Infatti
riproponendo simmetricamente un asse viario Est-Ovest su cui si
affacciano le settecentesche case coloniche, De Min crea uno spazio
trapezoidale al cui centro viene a trovarsi la chiesa, anche essa
settecentesca. Questo spazio risulta delimitato a Est da un asse
viario, che supera perpendicolarmente la linea ferrata e prosegue
in direzione Sud attraversando tutto il tenimento agricolo. A Ovest
invece la strada si inarca leggermente per immettersi nello spazio
rettangolare della piazza. Alla parte centrale della città l'architetto
affianca, a Nord e a Sud, altri due spazi trapezoidali che vengono
distinti funzionalmente: a Nord, immerse nel verde vengono collocate
le attrezzature sportive e ricreative, a Sud invece trovano posto
le case operaie. Un asse viario leggermente inclinato attraversa
centralmente questi spazi andando a terminare da un lato nell'ingresso
della piscina sul cui sfondo sorge una fontana, dall'altro nell'osservatorio
agricolo trasformato poi in mensa operaia. Dall'esedra prospiciente
l'ingresso della fabbrica, che la domina con la sua mole, e delimitata
dal circolo impiegati e dal teatro-dopolavoro, parte una strada
che fiancheggia la zona sportiva. scandita lungo i lati da un continuo
inframmezzarsi di pergolati, statue, vasi di sapore novecentista:
una specie di passeggiata in un parco urbano. E' interessante notare
come tutto questo spazio, concepito in origine in modo differente,
sia stato poi modificato durante i lavori. Infatti in una planimetria
inedita, del febbraio 1938, le numerose attrezzature sportive all'aperto:
campi di tennis, bocce, pallavolo, calcio, piscine, venivano strettamente
correlate al complesso scuola-palestra che occupava l'area, in seguito
destinata al circolo impiegati. Osservando la struttura urbanistica
della città, Francesco Tentori ha notato come vi fosse, nel disegno
dell'architetto, un interessante nonché unico esempio di contaminazione
tra un modello urbanistico aulico di tipo settecentesco, e una impostazione
prettamente funzionale. Il primo predomina e organizza le parti
pubbliche, la seconda informa di sè gli insediamenti operai. In
effetti, i lunghi assi viari, i fondali scenografici, le prospettive,
la distribuzione dei manufatti all'interno di spazi fortemente dilatati,
contribuiscono a formare un disegno unitario ma sempre variato.
Però a ben guardare, lo schema urbanistico concepito da De Min appare
piuttosto semplice. La polverizzazione dei manufatti all'interno
di vastissime aree verdi è una scelta piuttosto sorprendente se
si pensa che la città è totalmente immersa nella campagna della
basa friulana e sembra riprendere concezioni proprie della città
giardino. All'elemento naturale, alberi, siepi o semplice prato,
è infatti demandato il compito di organizzare la cesura tra gli
edifici della fabbrica e la città, e quello di isolare, per meglio
sottolinearle, alcune emergenze architettoniche che si pongono come
elementi condizionanti lo spazio, instaurando tutta una serie di
rimandi formali e gerarchici. Così, il gruppo dei servizi ricreativi
(teatro, dopolavoro) costituisce non solo il fondale prospettico
dell'esedra antistante la fabbrica, ma anche la porta d'ingresso
alla zona ricreativa (la passeggiata, gli impianti sportivi). Mentre
la torre della mensa dialoga con quella del palazzo comunale e entrambe
si riannodano nell'emergenza verticale della fontana prospiciente
le piscine. A sua volta anche la torre della fabbrica (alta 54 metri)
costruita secondo l'immagine di un gigantesco fascio littorio, si
pone come un segnale visivo più accentuato rispetto alla torre dell'arengario
del palazzo comunale. Il quale, assieme ai due complessi di abitazione
per impiegati e alla scuola elementare, delimita la piazza principale
della città collocata in posizione baricentrica rispetto a quello
che avrebbe dovuto essere lo sviluppo successivo, previsto dal piano
regolatore redatto dopo l'elevazione di Torviscosa a comune avvenuta
il 26 ottobre 1940. Tale spazio, nelle prospettive acquerellate
e nelle maquettes del progettista, sembra assumere, popolato com'è
solo da statue classiche, un'aria vagamente metafisica. Nella realtà
riprende modelli già adottati nelle città di fondazione dell'agro
romano.
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