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La
grande quantità di spazi destinati allo sport e alle attività ricreative,
certo sovradimensionata rispetto al numero degli abitanti, sembra
indicare la volontà dell'azienda di organizzare la vita dell'operaio
anche oltre l'orario di lavoro. L'attività dopolavoristica era totalmente
gestita dall'azienda che si sostituiva, così, all'Opera Nazionale
Dopolavoro. Ricordiamo che l'O.N.D. istituita nel 1925, due anni
dopo era stata posta da Mussolini alle dipendenze del Partito Nazionale
Fascista. Nello statuto dell'O.N.D. si affermava che scopo dell'Opera
era "promuovere il sano e proficuo impiego delle ore libere dei
lavoratori intellettuali o manuali con istituzioni ed iniziative
dirette a sviluppare le loro capacità morali, fisiche, intellettuali,
nel clima spirituale della rivoluzione fascista". Gli uffici dell'O.N.D.
avevano sede nelle Case del Fascio costruite per sostituire organismi
preesistenti creati dal riformismo socialista. Nel caso di Torviscosa,
invece, è l'azienda e non il Partito che si occupa di tutte le attività
ricreative e non è certo un caso che non sia mai stata costruita
una nuova "Casa del Fascio". Il fascismo è presente, a Torviscosa,
solo nella misura voluta da Marinotti la cui figura di demiurgo,
in un certo senso, sostituisce quella del duce. La presenza di organismi
assistenziali e ricreativi è considerata fondamentale da Marinotti.
E', infatti, "sulle opere dì assistenza fuori dalla fabbrica, alle
creazioni di un'atmosfera di calmo benessere e di onesto svago per
l'operaio e per la sua famiglia che la SNIA Viscosa ha rivolto la
parte migliore delle sue cure". Gli edifici che assolvono alle funzioni
dopolavoristiche (cinema-teatro, circolo impiegati, ristoro) sono
posti davanti alla fabbrica. Quindi, accolgono gli operai all'uscita
del turno di lavoro costituendo così un filtro tra la fabbrica e
la città. Questi spazi sono gli ambienti collettivi deputati alla
sosta nel tragitto tra il luogo della produzione e l'intimità domestica.
Le strutture sportive invece (piscine, campi di calcio, bocce, tennis,
atletica, pattinaggio) si susseguono immerse nel verde; alle spalle
del circolo impiegati, attestandosi lungo il viale d'accesso alla
fabbrica. La pratica sportiva viene qui intesa non solo in funzione
coagulante ma anche come elemento utile al vigore fisico e alla
salute dell'operaio. L'azienda pertanto costruisce attorno al lavoratore
un microcosmo urbanistico dove l'operaio, dopo la quotidiana fatica,
trova e troverà tutti i conforti di alto significato sociale e morale,
senza doversi in alcun modo inurbare. Rientrano in questa ottica
anche quanto l'azienda ha disposto, per la formazione e qualificazione
professionale: borse di studio, diplomi, biblioteche tecniche, scuole
di avviamento professionale che diventano gli strumenti, i luoghi
della formazione del consenso e della fedeltà all'impresa. Negli
anni Trenta, le iniziative assistenziali della SNIA si uniformano
alle direttive della politica governativa sui temi dello sviluppo
demografico e la diffusione del principio assicurativo. Così fra
le iniziative aziendali si devono ricordare la creazione della "Fondazione
23 marzo", che assegna premi di nuzialità e natalità ai dipendenti,
e il vasto piano fissato già nel 1933 e presentato personalmente
a Mussolini da Borletti, per assicurare con l'INA gli oltre 5.000
dipendenti. E ancora la "Fondazione 18 novembre", per l'assegnazione
di borse di studio, e l'istituzione di colonie estive, marine e
montane (a Monterosso e Montarone). Con queste ultime la SNIA e
le altre grandi aziende (Montecatini, FIAT, AGIP, Piaggio, Dalmine)
si affiancavano al vasto progetto dell'O.N.B. e dell'O.N.M.I. finanziato
dalle federazioni provinciali del P.N.F. dando così vita a una miriade
di insediamenti sparsi lungo le coste, i laghi e i monti della penisola.
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