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La
località di Zuino, come quella di Malisana e Fornelli, facevano
parte dell'antico territorio aquilese già nel 110 a.C. quando la
zona venne colonizzata dai romani. Durante quel periodo la località
aveva una certa importanza commerciale dovuta alla presenza di alcune
fornaci e al passaggio della via Annia, che da Aquileia, passando
per Malisana, Concordia e Padova, si riuniva a Bologna alla via
Emilia. In seguito a fenomeni di bradisismo, e forse per il fatto
che i corsi d'acqua erano stati lasciati in balia di sè stessi,
la palude era avanzata insidiando e danneggiando la strada, rendendone
costosa la manutenzione, come è provato dal ritrovamento di due
lapidi. La storia di Torre di Zuino risale al 1278 con l'atto di
cessione, da parte dei signori di Caporiacco a quelli di Villalta.
In seguito la proprietà passò a Rodolfo di Duino che la cedette,
nel 1343 a Arrigo di Strassoldo. L'anno seguente le ville di Zuino,
Fornelli, assieme a altri beni, furono vendute alla famiglia Savorgnan,
la quale le possedette, salvo una breve interruzione dal 1411 al
1420, fino al 1866. Tuttavia con la pace di Worms (1520) Zuino,
pure rimanendo proprietà dei Savorgnan, venne assegnata alla casa
d'Austria e aggregata alla contea di Gorizia e Gradisca, sotto cui
rimase, tranne la breve parentesi napoleonica, fino al 1866. E'
utile ricordare che già nel 1690 il conte Antonio Savorgnan aveva
progettato un piano di bonifica e colonizzazione delle sue terre,
allora dominate dalla palude. Sul terreno bonificato era sorta la
nuova Zuino, denominata Torre di Zuino, in ricordo della torre dell'antico
maniero sui cui resti nel 1714 era stata edificata la nuova villa
padronale andata distrutta durante la prima guerra mondiale. Antonio
Savorgnan inoltre fece edificare, nel 1727, anche la chiesa, oggi
parrocchiale della città, e delle case in linea per i braccianti
e i coloni agricoli, che in parte esistono ancora oggi. Nel 1818
i Savorgnan vendettero la loro tenuta a una società veneziana, la
Rossi e Carminati che la possedette sino al 1882, anno in cui passò
al conte padovano Augusto Corinaldi, il quale a sua volta, nel 1924
vendette parte della tenuta al Collegio Mechitaristi di Venezia
e parte al gruppo Lombardi-Bignani dai quali la SNIA acquistò dei
terreni.
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